Trimurti on the rocks
Do you wanna go back to Italy ALIVE??? E' la prima domanda che ci sentiamo rivolgere uscite da Las Vegas. A porcela e' il nipotino di Rosco P. Coltrane, che dopo averci inseguite con sirena e lampeggiante accesi e intimato di accostare con l'altoparlante, ci ordina di abbassare il finestrino e di non uscire assolutamente dalla macchina (Shiva, al tentativo di aprire lo sportello, viene immediatamente redarguita: SHUT THE DOOR!). Il reato consiste nel mancato arresto totale allo stop, all'incrocio con una strada deserta. In due minuti, il nostro istinto di sopravvivenza prevale sullo spirito polemico e ci lanciamo a terra a pancia in su tipo cane arrendevole, ammantandoci di candore e sfoderando tutto il nostro repertorio di femminina ingenuita': stop? What? Who are? Oh, do you mean the red sign with white letters? S, T , O, P? Oh, so we have to stop? Oh, sorry! We didn't know, we're from Italy.
Poco dignitoso ma estremamente efficace. Abbiamo capito una cosa: qui si fa qualsiasi cosa dicano i cartelli stradali. Allo stop ci si ferma, comunque, anche nel deserto. Ma vogliamo parlare allora del vergognoso trattamento riservato alla categoria degli scoiattoli? Parliamone. Lungo le strade abbiamo visto cartelli che pregavano di fare attenzione all'attraversamento di: alci, muffloni, caprioli, cavalli, asini, mucche, roadrunner e... tartarughe. E invece no: ad attraversare la strada sono solo loro, cip e ciop, sterminati a centinaia sulle strade, un genocidio, e tutto perche' se passa uno scoiattolo non ti devi fermare. Non c'e' il cartello.
Ma proseguiamo, come Dorothy nel Mago di Oz, attraversando le pianure dell'Arizona spazzate da piccoli tornadi sabbiosi che s'infilano sotto le ruote facendoci tremare di paura. Il nostro percorso e' disseminato di prove da superare: strade che tagliano le valli sempre dritte, con discese ripide e salite oltre le quali e' impossibile traguardare, fulmini che squarciano un cielo degno del piu' cupo Vermeer, temporali all'orizzonte e nuvole bassissime che donano al verde dei prati stepposi punteggiati di alberelli una brillantezza fosforescente.
Rinunciato al campeggio estremo nel Grand Canyon causa pioggia, ci rifugiamo in un motel isolato a trenta miglia dal parco. In mezzo a una sterminata pianura, il romanticismo mesmerico di un tramonto rosso fuoco e' parzialmente rovinato dalla presenza inquitante dei brontosauri di cartapesta dei Flinstone. Da una roulotte dietro il motel spuntano due bambine navajo, Alina e Toya, che ci presentano Puppy e Jasmine, i loro cuccioli.
E stamattina, finalmente, abbiamo visto il Grand Canyon. Se anche voi pensavate fosse grande, avevate ragione: e' grande, veramente grand, ma grand, il piu' grand del mond. La cosa che ci lascia perplesse e' che, anziche' salire come ogni rispettabile montagna, quello scende. Aho', ma che scherziamo? Protesteremo con American Airlines.
Ci aspettano due lunghissimi giorni on the road, per guadagnare il sospirato buen retiro a Big Sur.

6 Comments:
Quanto vi invidioo!! Seguo sempre le vostre avventure.
Occhi ai cartelli stradali, la cauzione non so se è possibile pagarla a rate! C.
ahò forte sto sito. me fa veni' voja de limonàa.
E brave le nipotine che si stanno facendo una gran bella vacanza!!!Vi abbraccio, zio Max
cavoli...in australia succede la stessa cosa con i cartelli e anche con i poliziotti!!
attenzione ragazze!si nascondono dietro i cespugli e pulmann lavanda pieni di priscille!!!:P
BEATE VOI! E io al lavoro .. già che ci siamo: posso protestare per questo con l' American Airlines?
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