Trimurti on the road

just wanna have fun

Sunday, August 13, 2006

Finally on the road

Alle 18.47 di venerdi' 11 agosto, in stato di massima allerta terrorismo e in equilibrio sulla faglia di Sant'Andrea, ci rilasciano finalmente dal desk reclami di American Airlines. Dopo ora di dura, durissima battaglia, abbiamo recuperato le valigie e una tenda svizzera "gentilmente" estorta alla compagnia aerea. Facciamo finta di niente, finalmente si parte.

Recuperati i nostri averi, ciascuna soddisfa i suoi bisogni prioritari: c'e' chi si lima le unghie, chi carica l'iPod e chi, voluttuosamente, si avvolge in una felpa molto street. Destinazione: grandi parchi americani. Dopo una notte di fianco alla ferrovia in un motel degno di psycho ma gestito da un indiano fan di Sonia Gandhi, con cui immediatamente chapati&piadina solidarizzano, entriamo nella Sierra Nevada verso lo Yosemite Park, dove ammiriamo il monolite di granito piu' grande del mondo, la cascata con il salto piu' altissimamente alto del mondo, il frappe' piu' enormissimamente grande del mondo. Ma perche' tutto e' cosi' massimamente grande???

La notte trascorre con un inaspettato free camping estremo nel King's Canyon Park. Inaspettato, si', perche' arriviamo di sera, al buio pesto, dei nippo-americani ci aiutano a montare l'ineffabile tenda svizzera "kriss kross" e ci svegliamo in avanzato stato d'ibernazione dopo esserci rotolate tutta la notte tra i lamenti. Perche' fa freddo, molto freddo... a 2.000 metri! A saperlo prima. Vabbe', era gratis. Quasi. Nel senso. Non abbiamo pagato. Tie'

Finalmente ci troviamo faccia a faccia con le sequoie giganti, gli unici esseri viventi di 700 anni piu' anziani di Cristo. Cristo! E sono grandi, molto grandi. Ah, ecco perche' e' tutto cosi' grande, per amor di proporzione. OK, cominciamo a capire lo spirito americano. Percorrendo le strade del parco insonnolite,cominciano le visioni mistiche: Vishnu, al volante da ore, crede di percorrere in auto una navata gotica. Shiva avvista i coyote e Brahama ricorda i bei tempi delle medie, quando sul libro d'inglese non mancava il dialogo tra un americano e un inglese sulle mitiche sequoie.

Per approfondire la nostra conoscenza della provincia americana, al momento ci troviamo a Bakersfield per una seduta di osservazione sul campo: e' il plastico di un unico, enorme centro commerciale, circondato da motel e zone residenziali stile villetta-giardinetto-cagnolino-piscina, tutte uguali.

PS: La cosa sorprendente e' che, essendo gli americani immancabilmente PIU', qui non si trovano facilmente internet point, a meno che tu, darling, non abbia il tuo iBook Blackberry Wireless Portable Sarcazzo sempre in tasca, con cui ti puoi connettere anche dal cesso dell'autogrill.

5 Comments:

Anonymous Anonymous said...

Fantastico! Eh lo so bene... il wireless in USA è onnipresente. Buon divertimento!

4:16 AM  
Anonymous Anonymous said...

Come da noi sono scomparse le cabine telefoniche all'arrivo dei cellulari, lì scompariranno gli internet points. Ormai ognuno deve diventare autonomo in ogni tipo di comunicazione. E' arrivata la fantascienza! baci Chiara

8:14 AM  
Anonymous Anonymous said...

Guarda il wireless ormai non si può farne a meno nemmeno da noi. SOprattutto se viaggi. Ma come fai? I soliti provinciali. WIreless...

GG

2:50 AM  
Anonymous Anonymous said...

... per esempio lo zio in questo momento vi sta scrivendo dalla tolda di una barca ormeggiata in una caletta dell'isola di Cabrera al largo di Palma di Mallorca. Vivi wireless!!! Baci, mic

11:08 AM  
Anonymous Anonymous said...

..zio...come sei cool...donzelle 'nsomma er uirelesse come ve fa a manca'?!??!fa coppia con il silkepil!!

12:33 AM  

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